LE LAVORAZIONI

Lavorazione a maglia. Tutte le tecniche.

Tutti abbiamo una nonna o un’amica appassionata di lavoro a maglia: bastano due aghi, un gomitolo di lana, tecnica e fantasia e si può realizzare qualsiasi cosa. Un modo di lavorare che richiede tempi lunghi e non è adatta alle grandi produzioni. Per questo si è evoluto in macchine sempre più complesse e precise, in grado di offrire diversi tipi di lavorazione, a seconda dei risultati che si vogliono ottenere.

Naturalmente, è sempre l’uomo che le programma a fare la differenza del risultato.

ferri

MAGLIA “CALATA” AI FERRI

La maglia ai ferri è procedimento alla portata di tutti, dove servono solo il filato, due o quattro aghi da maglia e tanta manualità. La lana viene sferruzzata, ovvero lavorata a mano, proprio come facevano le nonne e tutt’ora le appassionate. Lavorando a maglia, il gomitolo rimpicciolisce e la maglia si allunga. Per realizzare un capo si segue un modello, dove viene indicato quando diminuire i punti (se la maglia deve diventare più stretta) e dove aumentarli per allargarsi, senza mai tagliare il filo. In questo modo, volendo, alla fine del lavoro, si può disfare tutto, avvolgere di nuovo la lana in un gomitolo e ricominciare da capo. Una maglia cosi lavorata si dice “calata”, perché calatura è l’atto di diminuire il numero delle maglie senza mai tagliare il filo. È un lavoro lungo: per realizzare un maglione ci vogliono giorni.

macchina

MAGLIA “CALATA” A MACCHINA

Una volta preparato il modello, scelto il filato, effettuato uno studio delle misure, il capo può essere realizzato anche macchina. Le macchine possono essere manuali, dove l’operatore manovra il carrello con le sue braccia, oppure automatiche e allora la macchina fa quasi tutto da sola e l’operatore imposta il modello da realizzare e supervisiona l’operato della macchina. Il procedimento di base è simile a quello ai ferri: le singole parti di una maglia (davanti, dietro, maniche, ecc…) vengono lavorate singolarmente, le si cuce assieme, se è il caso si lava o si tratta il capo finito, in fine lo si stira. Segue la scelta del lavaggio e del trattamento per particolari filati, la rimagliatura, la composizione del capo, la stiratura e la confezione. Anche in questo caso, la maglia è realizzata con la tecnica della calatura, con un filo che non viene quasi mai tagliato, e può essere disfatta semplicemente tirando quel filo. Una macchina per maglieria agevola il lavoro, lo rende più veloce e lo modifica, ma non sostituisce mai le mani, e la testa, dell’uomo.

tagliata

MAGLIA “TAGLIATA”

L’alternativa alla maglia calata è una maglia “tagliata”. È più simile alla confezione in tessuto: si lavora un telo tutto diritto e lo si modella tagliando la maglia. I pezzi così ricavati vengono poi assemblati in un capo. Il prodotto finito non può essere disfatto perché il filo di lana viene tagliato nella lavorazione. È un tipo di lavorazione della lana meno curata e pregiata, non necessita di magliaie esperte, ma solo di confezionatrici.

integrale

MAGLIA “INTEGRALE”

La più recente tecnologia applicata alla maglieria industriale artigianale: Macchine da maglieria con un calcolatore interno che eseguendo i comandi programmati da un tecnico, si occupano di tutto il lavoro di pura manualità dell’uomo, che invece si specializza in azioni di controllo, supervisione e programmazione. La maglia ottenuta con questi macchinari viene detta ‘integrale’ perché lavorata tutta in un solo pezzo. Non ha cuciture perché non ci sono parti da unire e solo le eventuali applicazioni come bordure, colli, ecc sono cuciti a mano in un secondo momento.